Storia di Barbie

Mattel e la bambola più famosa del mondo

La Mattel Inc. venne fondata nel 1945 da Elliot Handler e Harold “Matt” Matson (da cui il nome “matt-el”). Ruth Handler, moglie di Elliot, ne divenne in seguito presidente. Fu proprio lei che creò la linea più redditizia e longeva della storia della società, quella legata al marchio Barbie.

All’inizio la Mattel produceva cornici per fotografie e, solo marginalmente, piccoli accessori per le case delle bambole. La coppia di coniugi inizia l’attività nel garage di casa, trasformato per l’occasione in piccolo laboratorio creativo. Elliot e Matt disegnano, progettano e producono manufatti in legno.

Ma Ruth Handler aveva un unico obiettivo, portare la Mattel verso la sola produzione di bambole. All’inizio le sue non venivano prese molto in considerazione, ma un giorno accadde qualcosa di decisivo.



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Barbara: la figlia di Ruth ed Elliot

Un giorno Ruth si ritrova a guardare la figlia Barbara che trascorre ore ed ore a giocare con immagini di riviste e bambole di carta, ritagliando abiti e accessori per vestirle, fingendo ruoli e professioni da adulta. Da qui l’idea : produrre una bambola con un ampio e ricercato guardaroba acquistabile separatamente.

All’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Così Ruth ebbe una seconda intuizione, produrre bambole dall’aspetto adulto. La donna ne parlò subito con il marito, che però non sembrava particolarmente entusiasta.

Durante un viaggio in Europa, ed esattamente a Lucerna in Svizzera, Ruth vede nella vetrina di un negozio di giocattoli una bambola che corrisponde perfettamente a quella da lei pensata, il suo nome era Bild Lilli. Ne compra immediatamente tre esemplari.

Bild Lilli: una squillo di lusso

Bild Lillim si ispirava a un personaggio del fumetto Bild-Zeitung, Lilli appunto, una squillo di lusso. La bambola era venduta nei bar e negozi di tabacco ed era un oggetto destinato agli adulti.

In questi fumetti, pubblicati a partire dal giugno del 1952, si raccontava la storia di una bella ragazza, bionda e molto sexy tanto da essere circondata da una flotta di corteggiatori. La prima bambola “Bild Lilli” venne prodotta nel 1955 e si presentava confezionata in una sorta di scatola cilindrica trasparente. Il suo guardaroba era molto ampio, e nessun tipo di abito veniva venduto separatamente dalla bambola.

Rielaborando l’idea di una bambola simile a Lilli , Ruth pensò ad una bambola ingenua e innocente, appunto la Barbie che noi conosciamo oggi, esattamente l’opposto dell’ originaria Lilli. Le bambole acquistate in Svizzera diventano così, terreno di studio per lo staff creativo dell’azienda.

Viene acquistato il brevetto e i relativi diritti, vengono smontate e analizzate in ogni dettaglio tecnico al fine di migliorarne l’aspetto in funzione del gusto corrente e della moda americana. Ci vollero numerosi viaggi in Giappone per risolvere le difficoltà riguardanti la lavorazione del vinile in stampi. Le numerose industrie specializzate nel trattamento seriale del vinile, garantivano all’epoca, qualità migliore e costi accettabili.

Barbie, nome completo Barbara Millicent Roberts, in omaggio alla figlia, debutta sul mercato americano nel 1959, in occasione della fiera del giocattolo di New York e fa la sua apparizione nei negozi il 9 marzo dello stesso anno, vestita con un costume zebrato, e con i capelli legati con una lunga coda. La bambola è in vendita in una bella scatola di cartone bianco, con il coperchio illustrato da disegni raffiguranti alcuni abiti della sua collezione.

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L’accoglienza dei compratori non è delle più entusiastiche, probabilmente a causa dall’aspetto adulto della bambola. Ma il perbenismo dominante non riesce ad avere la meglio su quello che si presenta come un fenomeno commerciale senza precedenti. Nel 1959 vengono prodotte 351.000 barbie al prezzo di 3 dollari ciascuna.

BARBIE E KEN ALL'INIZIOLe dimensioni di Barbie corrispondevano ad  1/6 di quelle di una persona, ma alcune delle sue proporzioni sono state aggiustate per facilitare la produzione dei suoi vestiti. Nel 1961 la Mattel creò Ken, l’amico-fidanzato di Barbie, per soddisfare le richieste di chi vedeva in Barbie una ragazza troppo sola, che non rientrava nel modo di essere delle donne americane di allora. Ken fu chiamato con il nome dell’altro figlio di Ruth e Helliot. Il cognome di Ken è Carson.

Barbie: i cambiamenti nel corso degli anni

Il primo cambiamento importante nell’aspetto di Barbie avvenne nel 1967, quando furono aggiunte le ciglia e il movimento rotatorio del busto. Questo fu il primo di una serie di meccanismi che sono stati aggiunti ai vari tipi di Barbie per permettere di svolgere “attività” sempre diverse.

Nel 1971 Barbie cambiò ancora di più: fino ad allora veniva rappresentata con gli occhi rivolti di lato ed in basso, e questo le dava un aspetto sottomesso che bilanciava le forme procaci e provocanti. Barbie Malibù fu la prima con lo sguardo diretto in avanti!

Barbie è una delle bambole più vendute al mondo. La Barbie più venduta è stata distribuita nel 1992, la Totally Hair Barbie, con capelli acconciabili lunghi fino ai piedi della bambola.

Barbie: la biografia

quante barbie ci sono

Barbie è stato anche il primo giocattolo ad avere un vero e proprio piano marketing, basato massicciamente sulla pubblicità televisiva, strategia successivamente ripresa da tutti i produttori di giocattoli. È stato stimato che oltre un miliardo di Barbie sono state vendute in oltre 150 nazioni e la Mattel ha dichiarato che vengono vendute tre Barbie al secondo.

Mentre Barbie si rivelava uno dei giocattoli più venduti al mondo, Mattel ne accresceva il mito, inventando una vera e propria biografia. Alla bambola venne assegnato oltre al nome completo, Barbara Millicent Roberts, anche famiglia ed amici, che costituivano un nuovo sistema di personaggi accessori da vendere.

La famiglia di Barbie è composta da molte sorelle: Skipper (in vendita dal 1964 al 2009), i gemelli Tutti e Todd, Stacie (dal 1992), Shelly (dal 1995), e la piccola Krissy (dal 1999). Per molti anni il suo fidanzato è stato Ken , col quale non si è mai sposata. Il loro amore sarebbe nato nel 1961 su un set televisivo. Il 13 febbraio 2004, dopo 43 anni di fidanzamento, la coppia avrebbe deciso di separarsi. Secondo la biografia scritta in questi lunghi anni da Mattel, Barbie è stata single per un periodo, nonostante un breve flirt con il surfista Blaine. Nel febbraio 2006, la coppia è tornata insieme.

La migliore amica di Barbie è Midge, un personaggio scomparso per molti anni e recuperato da Mattel solo recentemente. Midge è sposata con Alan, dal quale ha avuto due figli. Barbie ha anche molti amici di etnie differenti, tra i quali l’ispano-americana Teresa, gli afro-americani Christie e Steven (fidanzati) e Kayla, una ragazza giapponese.

Barbie avrebbe frequentato la Willows High School a Willows, Wisconsin e la Manhattan International High School a New York (ispirata alla reale Stuyvesant High School).

Barbie ha avuto 38 animali: gatti, cani, cavalli, un panda, un cucciolo di leone e persino una zebra. Barbie ha avuto decappottabili rosa, camper e molti altri veicoli. Ha anche una patente di volo per aerei commerciali, sui quali ha lavorato anche come hostess. Il 12 agosto 2004  Barbie ha annunciato la sua campagna elettorale per diventare presidente degli Stati Uniti, rappresentando il Partito delle Ragazze, con un vero e proprio programma elettorale messo per scritto da Mattel.

Per lei sono stati creati oltre 4800 accessori, dalle scarpe alle sedie, a un camper e perfino una bara tutta rosa. Possiede anche un abito da sposa, ma non ha mai deciso il grande passo.

Gli anni difficili di Ruth

Ruth-Handler e il cancro

Nel 1970 Ruth scopre di avere un cancro del seno e subisce una mastectomia. E’ costretta a stare lontana dalla sua azienda mentre una serie di eventi negativi e sfortunati si susseguono in poco tempo: l’incendio del magazzino, uno sciopero dei trasporti e pressioni delle banche portano a Mattel sull’orlo della bancarotta e della prigione.

Ma Ruth non si da per vinta. In un’intervista racconta: “Quando ho creato Barbie sapevo che sarebbe stato importante per una bambina, giocare con una bambola che avesse le tette, ora penso che sia ancora più importante aiutare le donne a riacquistare la propria autostima dopo che l’hanno persa”.

Così la mamma di Barbie non si rassegna e fonda una nuova società, che produce protesi per il seno, tornando a essere una delle immagini leggendarie del mito americano del successo, che passa anche attraverso fasi negative e fallimentari.

I mestieri di Barbie

storia di barbie

Il personaggio di Barbie è stato sfruttato per promuovere l’uguaglianza dei sessi, nel desiderio di dimostrare alle future donne che possono intraprendere qualsiasi carriera. Barbie, quindi, ha intrapreso molte occupazioni, tra le quali:

  • Atleta olimpica (1987, 1996)
  • Paleontologa (1997)
  • Medico (1988)
  • Dentista (1997)
  • Infermiera (1961)
  • Mamma (o più precisamente in maternità) attraverso 2 bambole una nel 1963 ed una nel 2002
  • Pediatra (1994, 2000, 2003)
  • Chirurgo (1973)
  • Veterinaria (1996)
  • Astronauta – Barbie astronauta è stata creata proprio in occasione del primo vero viaggio di una donna, Valentina Vladimirovna Tereškova, nello spazio (1985, 1994)
  • Modella (1959)
  • Candidato presidenziale (1992, 2004)
  • Presidente degli Stati Uniti (2000)
  • Ambasciatrice dell’Unicef (1990)
  • Ambasciatrice per la pace (1986)
  • Giornalista (2011)
  • Rock star – Barbie è stata la front woman di diverse band, tra le quali Barbie and the Rockers (1986)
  • Vigile del Fuoco (1995)
  • Poliziotta (1993)
  • Ballerina (1988)
  • Star del circo (1995)
  • Regista (2003)
  • Star del cinema (1988 e 1994)
  • Istruttrice d’aerobica (1990)
  • Skater professionale (1990)
  • Tennista (1986)
  • Insegnante d’arte (2002)
  • Insegnante di spagnolo (2001)
  • Insegnante di lingua dei segni (1999)
  • Insegnante generico (1965, 1985, 1992, 1995, 1996)
  • Ufficiale dell’aviazione (1990, 1993)
  • Ufficiale militare (1989, Desert Storm 1992)
  • Ufficiale di marina (1991)
  • Hostess (1961, 1966)
  • Pilota Nascar (1998)
  • Pilota d’aereo (1990)
  • Chef (1996)
  • Fioraia (1999)

Controversie e curiosità

Nel settembre 2003 l’Arabia Saudita ha messo fuori legge la vendita delle bambole Barbie, trovandole non conformi con i principi dell’Islam. Il “Comitato per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione dal vizio” ha affermato che “le bambole ebree Barbie, con i loro abiti succinti e le loro pose peccaminose, sono il simbolo della decadenza del perverso occidente. State in guardia da lei”.

In Medio Oriente è stata creata una bambola alternativa chiamata Fulla simile a Barbie, ma disegnata per essere più accettabile nel mercato islamico. Fulla non è prodotta dalla Mattel, e Barbie è comunque disponibile nei negozi di altri paesi del Medio Oriente, come l’Egitto. In Iran, Sara e Dara sono le bambole alternative alla Barbie.

Nel corso degli anni il termine «Barbie» ha spesso assunto il significato dispregiativo di ragazza di bell’aspetto, ma priva di spessore e sostanzialmente stupida. In questo senso il termine è usato nell’adattamento italiano del film Mean Girls, e nella canzone Barbie Girl del gruppo danese Aqua, contro cui la Mattel ha intentato una causa per violazione del diritto d’autore. Nel luglio 2002, il giudice Alex Kozinski ha deciso che la canzone è protetta come parodia, secondo il primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti.

Nel luglio 1992 la Mattel ha messo in commercio una Barbie parlante, programmata con varie frasi. Ogni esemplare in commercio poteva pronunciare solo una frase fra 270 possibili. Una delle 270 possibili frasi era “La matematica è difficile!”. Questa frase ha suscitato molto malcontento da parte di una associazione femminile universitaria, che ha portato la Mattel alcuni mesi dopo a rimuovere la frase incriminata dal prodotto, e ad offrire una sostituzione per i pezzi già venduti.

Barbie ed il suo fisico

Mattel e Barbie, la bambola più famosa del mondo

Una delle critiche più frequenti mosse contro la bambola è quella di promuovere una immagine della donna anatomicamente poco realistica, con il rischio conseguente che le bambine aspirino ad avere quel tipo di corpo e portarle all’anoressia. Per tale motivo dal 1997, il corpo della Barbie è stato modellato per avere un bacino più ampio.

Nel marzo 2000 nei media si sono diffuse voci che dicevano che la plastica utilizzata per la fabbricazione di alcune Barbie contenesse alcune sostanze tossiche, potenzialmente pericolose per le bambine che vi giocavano. L’accusa è stata smentita da un esperto.

Nel dicembre 2005 la dottoressa Agnes Nairn dell’università di Bath in Inghilterra ha pubblicato delle ricerche secondo le quali le adolescenti spesso passano per una fase di odio verso le proprie Barbie, facendole diventare oggetto di diversi tipi di punizione, fra cui la decapitazione o il metterle nel forno a microonde. La dottoressa Nairn ha affermato che si tratta di un rito di passaggio in cui si rifiuta il proprio passato.

Nel giugno 2001 la MGA Entertainment lanciò sul mercato una nuova linea di bambole “alla moda” chiamate Bratz. Nel giro di pochi anni le Bratz conquistarono una grossa fetta di mercato, facendo di fatto calare la vendita di Barbie.

Per correre ai ripari la Mattel lanciò le My Scene, una linea di bambole, non del tutto dissimili alle Bratz, e che vedevano fra le varie bambole del gruppo anche la stessa Barbie. Nell’aprile 2005, la MGA Entertainment ha intentato causa contro la Mattel, dichiarando come le My Scene erano una copia delle Bratz. Attualmente si è in attesa del verdetto della corte della California.

La Mattel invece ha citato in giudizio la MGA Entertainment e Carter Bryant, ex disegnatore di bambole per la Mattel, dichiarando che Bryant avesse rivelato alla concorrenza alcuni segreti industriali della ditta. Nel luglio , la corte ha riconosciuto Bryant colpevole, in quanto avrebbe creato la maggior parte dei modelli per le bambole Bratz, mentre era ancora assunto dalla Mattel. La sentenza permise alla Mattel di ricevere un cospicuo risarcimento, per violazione di copyright da parte della MGA, nonostante tuttora la compagnia neghi che le Bratz siano state create basandosi sui disegni di Bryant.

Collezionismo

Mattel ha stimato che esistono oltre 100.000 collezionisti di Barbie. Il 90% sono donne, di un’età di circa 40 anni, che acquistano una ventina di nuove Barbie ogni anno. Il 45% di loro spende oltre 1000 dollari ogni anno per la loro collezione.

Le prime Barbie sono quelle che hanno assunto il più alto valore commerciale, e mentre una Barbie nel 1959 veniva venduta per 3 dollari, la stessa Barbie è stata aggiudicata per 3552,50 dollari su e-Bay nell’ottobre 2004. In anni recenti la Mattel ha venduto una vasta gamma di Barbie, prodotte specificatamente per i collezionisti, alcune delle quali in porcellana.

Nel 2019 festeggia i suoi 60 anni con un film con Margot Robbie, l’attrice australiana candidata all’Oscar per I, Tonya e non smette di proporre nuovi prototipi: nel centro di progettazione del Gruppo Mattel a El Segundo, sobborgo di Los Angeles, lavorano oltre cento persone. Si parte da uno schizzo dei designer, e si passa alla scultura con software all’avanguardia, stampa 3D, disegno dei tratti del viso, cucitura dei capelli, scelta dei tessuti, taglio e confezionamento degli abiti. Un processo che può durare dai 12 ai 18 mesi e da cui nasce il nuovo modello di Barbie, che il Gruppo Mattel invierà alle sue fabbriche in Cina e Indonesia.

Infine, Barbie da giocattolo è diventata anche influencer con un account Instagram da cui parla “direttamente ai bambini di quello che sta succedendo nella sua vita, argomenti che sono importanti per le ragazze di oggi…”. Buon compleanno Barbie!



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